IL NATALE NEL MONDO: A SCUOLA CON I VOLONTARI DI AVSI

Nel mondo 100 milioni di bambini non vanno a scuola. La maggior parte di loro vive nell’Africa Sub-sahariana (46 milioni) e nel Sud ed Ovest dell’Asia (44 milioni). Sono i paesi più poveri del mondo, dove la popolazione vive con meno di un euro al giorno. Molte volte questi bambini non possono permettersi né il costo né il tempo della scuola, perché impegnati in lavori di sostegno alla famiglia: il solo compito di andare a prendere l’acqua li occupa per diverse ore al giorno. Questo significa che non hanno tempo per studiare, giocare, vivere una vita da bambino. Intrappolati dalle guerre che infiammano il mondo, i ragazzi non vanno a scuola perché sono rimasti orfani oppure perché sono profughi, sfollati o disabili. L’80% delle guerre del mondo sono in corso in Africa e Asia e si stima che circa 300.000 ragazzi, al di sotto dei 18 anni, siano stati costretti a prendere le armi e a diventare “bambini-soldato”. Molti dei quali ad un’età inferiore ai 7 anni.
L’importanza dell’educazione: L’educazione mette a disposizione delle persone i mezzi e le conoscenze necessarie a comprendere il mondo di oggi e a esserne attori protagonisti. Aiuta a sostenere i valori umani che contribuiscono al benessere individuale e collettivo. Rende le persone più indipendenti e consapevoli delle proprie opportunità e dei propri diritti. L’educazione influisce sullo sviluppo umano e sulla crescita dei paesi poveri. L’Articolo 26 della Dichiarazione Universale dei diritti Umani (anno 1948) riconosce che l’educazione, insieme ad altri bisogni quali cibo, casa e acqua, è uno dei fondamentali diritti umani.
AVSI (www.avsi.org) è una ong senza scopo di lucro presente in 35 paesi poveri del mondo (Africa, America Latina, Medio Oriente, Est Europa) con progetti di cooperazione allo sviluppo nei settori dell’educazione, emergenza umanitaria, sanità, cura dell'infanzia in condizioni di disagio, formazione professionale, recupero delle aree marginali urbane, ambiente, agricoltura, microimprenditorialità. Tutti i progetti di AVSI hanno come base programmi educativi. Con questa particolare attenzione all’educazione, AVSI conferma il suo impegno per lo sviluppo umano.
ADOZIONI A DISTANZA: Con il “sostegno a distanza” AVSI aiuta oltre 24.000 bambini e ragazzi che vivono nei paesi poveri del mondo. Con questo piccolo (85 centesimi di euro al giorno per un anno), ma importante contributo, possono ricevere un’adeguata alimentazione, cure mediche, usufruire di interventi igienico-sanitari, ma soprattutto andare a scuola, in modo che possano diventare i veri protagonisti del loro futuro. Il bambini e ragazzi beneficiari del sostegno a distanza di AVSI, infatti, sono sempre integrati in progetti educativi: dalle scuole materne alle medie, ma anche superiori, università e corsi professionali.
Per sottoscrivere un sostegno a distanza con AVSI: AVSI - Cesena (FC) – Viale Carducci 85 – Tel. 0547.36.08.11 Mail: adozioni.distanza@avsi.org Oppure: www.avsi.org (cliccando nella sezione “Sostegno a distanza” e poi nuovamente in “Modulo di adesione”)

1. SUD SUDAN: Pietro Galli, responsabile AVSI per il Sud Sudan, vive in Nord Uganda, a Kitgum dal 1998. Sud Sudan, dopo 20 anni di guerra e 2 milioni di morti, ora il paese sta affrontando il difficile e lento processo di pace con i suoi 4 milioni di sfollati. In Sud Sudan sono circa 1 milione i bambini in età scolare e si calcola che il 75% non abbia accesso all’istruzione scolastica. Gli insegnanti sono pochi e le lezioni si tengono prevalentemente sotto un albero e senza materiale didattico. AVSI nel paese sta ricostruendo la Scuola primaria St. Kizito a Isohe, nella Contea di Torit. Nuove aule, dormitori e materiale didattico per 1.500 bambini e tutti i loro insegnanti.
2. REPUBBLICA DEM. del CONGO (ex Zaire): Edoardo Tagliani, cooperante AVSI in Congo nella Regione del Nord Kivu. Rep. dem. Del Congo: un paese lacerato da 2 guerre devastanti in meno di 10 anni, 3 milioni di morti e un accordo di pace ancora in precario equilibrio. AVSI nel paese sta ricostruendo la Scuola elementare Karambo, nel Nord Kivu, la zona più turbolenta del Congo, al confine con Rwanda, Uganda e Burundi. Una scuola elementare per 400 bambine, tutte femmine, perché sono loro le maggiori vittime dell’educazione negata. Nuove classi per 400 bambine e corsi di formazione per 180 insegnanti di tutta le regione. Le immense ricchezze minerarie della zona, sono la causa di decine di conflitti d’interesse, spesso mascherati da scontri etnici. Anche se la guerra è già finita ufficialmente, gli spari non sono mai cessati e il numero delle vittime continua a crescere. Le scuole sono, per la maggior parte, baracche di fango senza gli strumenti didattici basilari. Un bambino su 5 non arriva a compiere sei anni. La prima causa di morte è ancora la malaria. La malnutrizione miete più vittime delle pallottole. L’età media è di poco sopra i 40 anni. L’inflazione è al 520%.
3. GIORDANIA: Massimo Fusato, rappresentante AVSI in Giordania, ad Amman. AVSI in Giordania sostiene la Scuola del Patriarcato Latino a Zarqa Nord a nord-Ovest di Amman. Nuovi locali, materiale didattico e corsi professionali per 800 allievi e i loro insegnanti. Le condizioni di vita della maggioranza dei giordani sono di grande miseria. La sola speranza per un futuro migliore è costituito da un buon livello d’istruzione, molto difficile da trovare nelle scuole pubbliche. Ma il costo di quelle private è del tutto sproporzionato rispetto agli stipendi dei pochi fortunati che lavorano, e per i tantissimi senza lavoro diventa quindi impossibile far studiare i figli. La scuola del Patriarcato Latino sostenuta da AVSI opera in un contesto di povertà e di convivenza multietnica e da sempre ospita immigrati provenienti dai paesi vicini: Siria, Israele, Palestina e ora anche molti dall’Iraq. Il grande agglomerato urbano è pertanto caratterizzato da intere famiglie in stato precario e non riconosciute dallo Stato.
4. Nord Uganda: Emergenza umanitaria. Filippo Ciantia, medico, vive in Africa dal 1980, è il rappresentante di AVSI per l’intera Regione dei Grandi Laghi (Uganda, Rwanda, Burundi, R del Congo). Nord Uganda: la più grande crisi umanitaria del mondo, con un aumento vertiginoso del fenomeno dei bambini soldato e il 95% della popolazione sfollata a causa della guerriglia. AVSI, in Uganda da 20 anni, realizza progetti al Nord per il recupero psicosociale degli ex-bambini soldato e offre sostegno a scuole e centri di accoglienza anche per i night commuters, che fuggono la guerra cercando accoglienza, ogni notte, nei rifugi costruiti per loro nelle cittadine.
5. HAITI, nel paese dove “continuità” e “stabilità” sono articoli di lusso. Carlo Maria Zorzi, rappresentante AVSI ad Haiti. Haiti, il primo paese dell’America Latina che ha ottenuto l’indipendanza (1804) abolendo la schiavitù. Un paese che vive quotidianamente nella violenza e nell’insicurezza. Un paese sconvolto dalla povertà (80%) e dove su 7.527.000 di abitanti, oltre il 47% è analfabeta. Acqua potabile ed elettricità sono cose rare da queste parti. AVSI grazie alle adozioni a distanza ha in corso nel paese un progetto educativo nella più grande bidonville della capitale, Porta au Prince: una scuola nel quartiere di Cité Soleil che cerca di rispondere alla grave mancanza di scuole di cui Haiti soffre da sempre.
6. BRASILE, a scuola nelle favelas Paola Galafassi, da 8 anni in Brasile, responsabile dei progetti educativi di AVSI in una favela di Rio de Janeiro. Il Centro educativo di AVSI (il Cantiho da Natureza), sostenuto tramite le “adozioni a distanza”, è situato in una favela alle spalle della sfavillante Copacabana, a Rio de Janeiro, caratterizzata da una forte violenza e dal narcotraffico. Nato nel 1998 come semplice asilo che accoglieva 80 bambini, ora ci sono circa 500 bambini e ragazzi (da 0 a 16 anni) che frequentano l’asilo, il dopo scuola, l’ambulatorio pediatrico (cure contro la denutrizione) e il centro ricreativo.
7. ARGENTINA, un centro educativo per oltre 400 bambini a Buenos Aires Antonella De Giorgi, responsabile del progetto educativo di AVSI in Argentina, vive a Buenos Aires da oltre 2 anni. Argentina, Buenos Aires: il Natale con i bambini e ragazzi più poveri della città, un Natale all’Obra di Padre Mario Pantaleo, un’opera educativa sostenuta da AVSI nella periferia più povera della capitale tramite le adozioni a distanza. Un Centro educativo che sostine oltre 400 bambini e ragazzi della zona. Una periferia abitata da 1.300.000 persone (155mila famiglie), e dove il 23% è disoccupato.
8. Romania: infanzia difficile Calin Pop, rumeno, parla perfettamente italiano, direttore di Fundazia – ong rumena partner di AVSI a Bucarest. Sono 10 anni che AVSI è presente in Romania con diverse progetti dedicati al dramma dell’abbandono e della sieropositività infantile. Una piaga sociale della Romania che emargina e, nonostante debba arginarsi per entrare nell’Unione Europea, aumenta le difficoltà educative e scolastiche dei bambini. AVSI nel paese ha dato vita a nuove case per l‘accoglienza, dove bambini orfani e sieropositivi, hanno trovato una nuova famiglia (anche 10 per nucleo famigliare). In più, l’ong italiana opera nella comunità Rom di Cojasca, alla periferia (la più povera) della capitale Bucarest, dove ha già ristrutturato e costruito nuove scuole, mense e centri educativi e distribuito materiale didattico per studenti e organizzato corsi professionali e di aggiornamento per gli insegnati. Tramite il sostegno a distanza, AVSI riesce a raggiungere molti bambini in difficoltà, mandandoli a scuola e prendendosi cura di loro.