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Adozioni a distanza - Progetto Kenya

A Nairobi, 100 minori in stato di abbandono attendono aiuto e solidarietà

“Restituiamo l'affetto di una famiglia anche ai minori senza colpe, lasciati soli nel circuito giudiziario minorile di Nairobi, creando le condizioni perchè il reinserimento possa avvenire".

Insieme è più bello
  Kenya
Modulo di adesione
Referente locale
La referente locale è Alice Njeri Mugwe, il responsabile locale del progetto è Diego Ottolini


Obiettivi del progetto

Obiettivo principale è il reinserimento di 100 minori senza colpe nel contesto delle famiglie di origine, intese come famiglia naturale allargata del minore.

Descrizione del progetto

11 dicembre 2007

La città di Nairobi vive una situazione sociale terribile: due milioni di esseri umani (metà della popolazione) sono accatastati in un centinaio di baraccopoli (Korogocho è la più conosciuta).Di qui trae origine il dramma di tanti minori (a partire da bambini di 7 anni) che vengono “pescati” dalla Polizia a vagabondare nelle strade della città, quasi sempre perché allontanatisi da una famiglia che non riconoscono più come la loro, qualche volta perché sorpresi a compiere piccoli reati per poter sopravvivere. La Polizia li porta ad un Centro di Raccolta (la Remand Home) da cui vengono, nella maggior parte dei casi, smistati ad un Centro di Riabilitazione, vero e proprio carcere minorile, dove il minore resterà fino ai 18 anni in stretto contatto con ragazzi colpevoli di gravi crimini, subendone spesso le violenze ed in ogni caso venendo avviato dall'ambiente verso una vita deviata.

A scuola

Da qualche tempo alla Remand Home opera, con il consenso governativo, un cooperatore del Cefa, laureato in psicologia, coadiuvato da uno staff di sei persone locali (operatori sociali, educatori). Il loro obiettivo è strappare il minore dal suo drammatico destino reinserendolo in famiglia o, in alternativa, presso una rete protettiva esterna, da costituire partendo dai pochi Centri di Accoglienza efficienti oggi esistenti, sia pubblici che privati. La metodologia messa in campo parte dal presupposto che se un minore fugge di casa la vera causa sta nel disagio del sistema familiare. Il lavoro sulla famiglia, attraverso l'attivazione di una serie di relazioni interpersonali, è perciò al centro dell'iniziativa di recupero del minore. Alla fine del percorso preparatorio si ha “ l'incontro di reinserimento” del minore nella sua famiglia naturale o allargata a qualche parente (come è peraltro nella tradizione keniota). Esso avviene con il coinvolgimento di alcune “figure di garanzia”, quali parenti citati dal bambino, vicini di casa, maestro, prete, responsabile di quartiere ed altri, tali da portare ad una sorta di socializzazione del problema. Per i successivi tre anni viene inoltre seguito tramite visite periodiche degli operatori sociali (da una a tre al mese secondo i casi) al fine di un monitoraggio costante della situazione del minore.

Il ballo in compagnia

Impegno economico

Il contributo richiesto è di € 320 l'anno per minore. Il CEFA si impegna a trasmettere dati e foto del minore sostenuto e ad aggiornare il sostenitore 2 volte all'anno.

Si ricorda che l'importo è detraibile ai sensi della normativa fiscale.



Segreteria in Italia

CEFA sede di Bologna, Via Lame 118, 40122 Bologna Tel. 051/520285 Fax 051/520712
E-mail: sadcefa@cefaonlus.it


CEFA - Comitato Europeo per la Formazione e l'Agricoltura